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Tutte le arti tradizionali
giapponesi, nella loro lingua
d’origine, terminano con
DO,
che significa
VIA:
quindi Ken-do (la via della
spada), Ju-do (la via
dell’adattabilità), Kyu-do (la
via dell’arco), Bonsai-do (la
via del bonsai). In altre parole
uso la spada, l’arco, il bonsai
per migliorare me stesso. Il mio
obiettivo non è quindi quello di
mostrare la mia bravura o
comunicare il mio pensiero,
bensì percorrere una strada di
introspezione. |
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Il maestro che tira
l’arco inevitabilmente
fa centro, ma questo non
è il suo obiettivo.
La sua concentrazione è
spesa nella
preparazione, nel
tendere l’arco e
scoccare la freccia.
Se non dovesse colpire
il centro, cosa peraltro
difficile, non sarebbe
un problema.
Allo stesso modo un
bonsaista che lavora
bene la sua pianta
produrrà un bel bonsai.
Ma il suo vero obiettivo
è migliorare sé stesso
attraverso una pratica
quotidiana vicino alla
natura, al bello, al
pensiero profondo. |
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Pensate che nelle forme antiche
di arte giapponese l’artista non
firmava mai l’opera. Le antiche
tazze da te Raku non erano
firmate, anche se poi, in
realtà, tutti ne conoscevano la
provenienza per le varie
caratteristiche che le
contraddistinguevano.
Il maestro comunque non le
firmava perché per lui non era
importante essere riconosciuto
per quell’opera, bensì fare
esperienza del suo percorso. |
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