|
Higan
|
|
|
Nuova pagina 1
 |
 |
 |
 |
| Per ricevere
tutte le info e aggiornamenti sul mondo Oriente |
|
|
 |
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
| |
 |
|
| |
|
Nel corso della
storia molti
sono gli esempi
che testimoniano
una forte
connessione fra
la religione e
la casta dei
guerrieri. Le
pratiche ad essa
correlate quali
preghiera e
meditazione
trovavano ampio
spazio nella
vita dei
soldati, al fine
di accrescere il
loro coraggio in
battaglia. Non
era raro, in
Oriente come in
Occidente, che
un guerriero ad
un certo punto
della sua vita
prendesse i voti
e diventasse
monaco, come è
altresì nota
l’esistenza di
veri e propri
ordini di monaci
guerrieri,
templari in
Occidente e Yamabushi in
Oriente. Nel
Giappone
feudale, a
partire dal XIII
secolo, si
instaurò una
santa alleanza
tra la casta dei
samurai ed una
particolare
forma di buddhismo, lo
Zen. Come sia
potuto avvenire
che una
religione così
pacifica come il Buddhismo
diventasse il
substrato
ideologico e
morale dei
guerrieri è
comprensibile
solo mettendo in
risalto le
caratteristiche
peculiari di
questa “via”
verso
l’illuminazione. |
 |
|
| |

|
|
| |
I monaci cercavano di
eliminare il pensiero
logico concettuale in
modo da sviluppare una
conoscenza di tipo
intuitivo, che sgorgasse
dal cuore. Vivere con
pienezza ogni istante
senza essere turbati
dall’idea del passato e
del futuro, mettere
tutto il proprio spirito
qui ed ora senza
progetti o obiettivi,
era la condizione
necessaria per giungere
allo stato di satori
(illuminazione) e quindi
diventare Buddha. La
ricerca del Mushin
(assenza di mente)
permetteva di sviluppare
l’intuito ai massimi
livelli e farlo
coincidere con il
momento dell’azione.
Intuizione ed azione
sgorgavano quindi nel
medesimo istante. A
questo si accompagna il
superamento dell’idea
duale, vita-morte, e
quindi la totale assenza
di timore di fronte a
questo evento. Possiamo
comprendere come questa
filosofia di vita
trovasse un enorme
riscontro nella classe
guerriera giapponese.
Essere totalmente
presenti a sé stessi nel
momento della battaglia,
la mancanza di paura
della morte, una totale
immediatezza tra intuito
ed azione, unite ad
elevatissime capacità
tecniche, fecero del
samurai un guerriero
temibilissimo; forse,
come qualche storico
ricorda, il miglior
prototipo di guerriero
che la storia abbia mai
prodotto. La coincidenza
di intenti fra monaci
Zen e Bushi faceva sì
che le due vie fossero
pressoché identiche e si
potesse affermare che
Zen e Budo fossero una
cosa sola. |
|
| |
|
|
| |
A
cura di:
Maestro Lorenzo Tussardi
6° dan karate Shotokan
Ryu
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|