Higan 2006 Abano Terme
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Nel corso della storia molti sono gli esempi che testimoniano una forte connessione fra la religione e la casta dei guerrieri. Le pratiche ad essa correlate quali preghiera e meditazione trovavano ampio spazio nella vita dei soldati, al fine di accrescere il loro coraggio in battaglia. Non era raro, in Oriente come in Occidente, che un guerriero ad un certo punto della sua vita prendesse i voti e diventasse monaco, come è altresì nota l’esistenza di veri e propri ordini di monaci guerrieri, templari in Occidente e Yamabushi in Oriente. Nel Giappone feudale, a partire dal XIII secolo, si instaurò una santa alleanza tra la casta dei samurai ed una particolare forma di buddhismo, lo Zen. Come sia potuto avvenire che una religione così pacifica come il Buddhismo diventasse il substrato ideologico e morale dei guerrieri è comprensibile solo mettendo in risalto le caratteristiche peculiari di questa “via” verso l’illuminazione.

 

 
 
 

I monaci cercavano di eliminare il pensiero logico concettuale in modo da sviluppare una conoscenza di tipo intuitivo, che sgorgasse dal cuore. Vivere con pienezza ogni istante senza essere turbati dall’idea del passato e del futuro, mettere tutto il proprio spirito qui ed ora senza progetti o obiettivi, era la condizione necessaria per giungere allo stato di satori (illuminazione) e quindi diventare Buddha. La ricerca del Mushin (assenza di mente) permetteva di sviluppare l’intuito ai massimi livelli e farlo coincidere con il momento dell’azione. Intuizione ed azione sgorgavano quindi nel medesimo istante. A questo si accompagna il superamento dell’idea duale, vita-morte, e quindi la totale assenza di timore di fronte a questo evento. Possiamo comprendere come questa filosofia di vita trovasse un enorme riscontro nella classe guerriera giapponese. Essere totalmente presenti a sé stessi nel momento della battaglia, la mancanza di paura della morte, una totale immediatezza tra intuito ed azione, unite ad elevatissime capacità tecniche, fecero del samurai un guerriero temibilissimo; forse, come qualche storico ricorda, il miglior prototipo di guerriero che la storia abbia mai prodotto. La coincidenza di intenti fra monaci Zen e Bushi faceva sì che le due vie fossero pressoché identiche e si potesse affermare che Zen e Budo fossero una cosa sola.

 
     
  A cura di: Maestro Lorenzo Tussardi
6° dan karate Shotokan Ryu

  
 
 
 
 


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