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Higan
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Il karate è un arte
marziale a mani nude che comprende
tecniche di attacco e difesa; i
colpi più usati sono pugni,
calci, colpi con il taglio e il
palmo della mano, ginocchiate e
gomitate.
Tecniche di difesa sono state
elaborate per neutralizzare i
vari tipi di attacco
sopraccitati. |
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È un
sistema di combattimento molto
razionale ed efficace, tanto famoso
quanto incerto nelle sue origini; a
tutt’oggi, infatti, nessuno è in grado
di dire con esattezza dove è nato e da
chi è stato creato. |
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Nel XVI
secolo il regno di Okinawa instaurò un
rapporto di vassallaggio con la Cina,
che inviò nell’isola una delegazione di
rappresentanti delle varie arti e
mestieri, chiamata “Le Trentasei
Famiglie”. Tra le varie discipline i
cinesi insegnarono agli okinawensi il
loro sistema di combattimento a mani
nude, chiamato in vari modi, ma definito
dagli abitanti dell’isola TOTE
(mano cinese). Esisteva già, sull’isola,
un arte marziale chiamata OKINAWA TE
(mano di Okinawa); sembra quindi che
il karate derivi dalla fusione di questi
due stili.
Fin dalle sue origini il karate ebbe
due stili principali legati alle
città di origine: lo SHURI TE
(mano della città di Shuri) e il NAHA
TE (mano della città di Naha). Fino
al 1905 il karate veniva insegnato
segretamente, solo per mezzo della
trasmissione orale; proprio in quegli
anni un famoso maestro dell’epoca, il
maestro ITOSU, propose all’ispettore
provinciale della pubblica istruzione di
adottare il karate come metodo per lo
sviluppo fisico degli alunni del
liceo e dell’istituto magistrale. A tal
fine modificò le tecniche dell’arte
originale, togliendo loro gran parte
della pericolosità (e dell’efficacia) e
mettendo in risalto gli aspetti
formativi rispetto a quelli marziali. Il
progetto venne accettato e da quel
momento il karate diventò disciplina
inserita nel programma educativo
scolastico.
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Nel
1922, nella città giapponese di
KYOTO, venne organizzata
una dimostrazione di antiche
discipline ginniche.
Okinawa, diventata ormai
prefettura giapponese, decise di
mandare un rappresentante della
sua arte autoctona, il
maestro Funakoshi.
Cinquantaquattro anni, maestro
elementare, poeta, calligrafo,
membro di una famiglia piccola
nobiltà e |
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ll maestro Funakoshi |
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praticante
di karate (stile SHURI TE) fin
dalla giovinezza, fu scelto per
dimostrare il karate ai giapponesi, che
fino a quel momento ne ignoravano
l’esistenza, oltre che per le sue
qualità tecniche, anche e soprattutto
per le sue doti didattiche. Al termine
della dimostrazione il successo fu tale
che il maestro Funakoshi fu invitato a
rimanere in Giappone per diffondere la
sua arte; egli accettò, trovò lavoro
come custode in un collegio di studenti
e utilizzò una delle sale del collegio
per i suoi insegnamenti. Nel 1930, ormai
in Giappone da otto anni, Funakoshi si
accorse che, se voleva far accettare la
sua disciplina dai giapponesi, doveva
modificarne il significato. Fino a quel
momento il nome karate tradotto
significava Mano Cinese, ma alla
vigilia dell’invasione della Manciuria
da parte dell’esercito giapponese e
quindi con l’aumento del sentimento
nazionalista, l’ideogramma Cina appariva
un elemento di disturbo per un’arte che
voleva farsi accettare come facente
parte del BUDO (vie marziali)
tradizionale giapponese. È a partire da
queste considerazioni che il maestro Funakoshi scelse di
sostituire l’ideogramma KARA
(Cina) con un altro che ha la stessa
pronuncia ma diverso significato,
VUOTO. Aggiunse quindi il suffisso
DO in modo da completare
l’assimilazione con le arti marziali
giapponesi. Da quel momento il karate
prese il nome di Via Della Mano Vuota. |
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Pochi anni dopo il suo arrivo in
Giappone (1928), un altro
maestro di Okinawa arrivò per
diffondere l’altra corrente del
karate, il NAHA TE: il maestro
MIYAGI, che diede vita
alla sua scuola, chiamata
GOJU RYU (scuola della forza
e cedevolezza). |
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Il
fondatore del terzo dei quattro
stili principali del karate fu
il maestro MABUNI;
arrivato da Okinawa sul suolo
giapponese nel 1928, era un
esperto di entrambi gli stili
tradizionali, SHURI TE e NAHA
TE. Fondò il suo stile unendo le
due correnti e gli diede il nome
di SHITO RYU, dalla
contrazione del nome dei suoi
due maestri. |
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L’ultimo stile a vedere la
nascita fu il WADO RYU,
scuola della via della pace,
creato dal maestro OTSUKA,
l’unico fra i quattro ad essere
nato in Giappone; figlio di
medici, praticante fin dalla
tenera età di Jujutsu e Kendo,
diventò |
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allievo del
maestro Funakoshi per alcuni anni,
distaccandosene successivamente per
creare uno stile di karate tutto suo,
integrando le arti marziali fin lì
studiate.
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Il
karate, indipendentemente dagli
stili, è nato come disciplina
di autodifesa. L’accento era
quindi posto, in origine,
sull’efficacia delle tecniche in
una situazione reale. Nel 1949
nacque, per opera di alcuni
allievi dello stile Shotokan, la
J.K.A. (Japan Karate Association)
con l’obiettivo di |
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redigere un
regolamento per la nascente attività
agonistica, contravvenendo alle
disposizioni del maestro Funakoshi che
aveva più volte ripetuto “mai
competizione nel karate!”. La nuova
Federazione acquisì ben presto potere
politico ed economico, emarginando gli
allievi del maestro che rimasero fedeli
ai suoi insegnamenti. Nel 1957 fu
organizzato il primo campionato
giapponese di karate e da lì in
avanti il karate smise di essere un’arte
marziale per trasformarsi in una
disciplina sportiva.
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A cura di:
M° Lorenzo
Tussardi
Vedi link:
Curriculum M° Lorenzo Tussardi
5° Dan Karate Shotokan Ryu
3° Dan Aikijujutsu
3° Dan Kobudo
3° Dan Yoseikan Budo
Vedi link:
Dojo Fudoshin
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