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Higan
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Il
karate è un arte marziale conosciuta
in tutto il mondo, nata ad Okinawa,
un’isola a sud del Giappone, ed ha
trovato la sua consacrazione proprio sul
suolo giapponese dal 1922 in poi. |
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Le sue
origini sono incerte e avvolte nel
mistero, cosa strana se si pensa che
è uno stile abbastanza recente,
codificato negli anni che vanno dal 1938
al 1945. Cercheremo di ricostruire
brevemente la storia: da chi è stato
fondato, con che motivazioni, su quali
basi e quali sono i meriti e gli
svantaggi che comporta la pratica di
questo stile.
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La
matrice di questo sistema è
un’arte marziale a mani nude
proveniente dall’isola di
Okinawa, chiamata SHURI TE
(mano cinese). Nel 1922 un
praticante di questa corrente,
il maestro GICHIN FUNAKOSHI,
fu inviato a Kyoto, in Giappone,
per partecipare ad un’esibizione
di discipline ginniche
tradizionali, quale
rappresentante del karate di
Okinawa. |
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Gichin Funakoshi |
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Il
maestro Funakoshi, all’epoca
cinquantaquattro anni, doveva far
ritorno nell’isola dopo la
dimostrazione, per riprendere il suo
lavoro di insegnante elementare. Su
richiesta del fondatore del Judo, il
maestro KANO, rimase a Tokyo e iniziò a
diffondere il karate di Okinawa ai
giapponesi. Funakoshi era un poeta, un
calligrafo, quindi un uomo di cultura e
di carattere mite, che poneva l’accento,
nel suo insegnamento, sull’aspetto
educativo dell’arte più che su quello
marziale.
Il karate di Okinawa aveva moltissime
influenze cinesi (Okinawa era stata per
secoli un regno indipendente con un
rapporto di vassallaggio con la Cina):
era quindi un sistema che comprendeva
movimenti utili a sciogliere e a
fortificare muscoli ed articolazioni, a
influire positivamente sul funzionamento
degli organi interni, a regolare il
respiro e anche ad apprendere tecniche
di autodifesa; era quindi un sistema
misto di combattimento e di buona salute.
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Dimostrazione del M. Funakoshi
con il M. Obata |
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Funakoshi ricorda, nei suoi
scritti, che curava i suoi
disturbi (febbri, bronchiti,
gastriti) praticando le forme (KATA)
di karate, che erano un ottimo
metodo di autocura. Verso il
1933, Funakoshi fece arrivare da
Okinawa il suo terzo figlio,
Gigo, che all’epoca aveva
quindici anni. Gigo iniziò a
studiare karate con la
prospettiva di succedere nell’
insegnamento al padre; |
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di salute
cagionevole, egli diventò, al prezzo di
allenamenti estenuanti, un esperto di
altissimo livello. Anni dopo, durante un
viaggio a Osaka, lui e i suoi compagni
di corso sostennero un combattimento
libero con i praticanti dello stile
GOJU RYU. La sconfitta di Gigo e dei
suoi fu netta e al ritorno del viaggio
meditò di elaborare un sistema diverso
da quello del padre, più combattivo ed
efficace.
Gigo era un esperto di KENDO;
decise, quindi, di introdurre nel
karate i metodi di combattimento di
questa disciplina; prese le tecniche
antiche e provò la loro validità nel
combattimento reale, scoprendo che era
enormemente limitata. A questo punto
elaborò nuovi attacchi di pugno e di
calci, nuove posizioni delle gambe, più
stabili, e introdusse l’idea, presa dal
Kendo, che il colpo di karate debba
tagliare il bersaglio come una spada e
che ogni colpo basti per uccidere
l’avversario (IKKEN ISATSU, un colpo un
morto). |
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Introdusse la pratica del
combattimento libero con colpi
portati a pieno contatto.
Una delle sue massime era
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“Rompere il
corpo per liberare lo spirito”. Cambiò
le forme tradizionali modificando le
sequenze e le tecniche, tanto che ad
Okinawa molti maestri protestarono non
considerando più questo stile come
proprio e definendolo “karate samurai”.
Il maestro Gigo aveva codificato
questo nuovo metodo pensando unicamente
all’efficacia in combattimento reale.
Inviato come soldato in Cina durante
l’invasione della Manciuria, raccontò di
aver sostenuto numerosi combattimenti
mortali con i nemici. Collaborò alla
formazione di unità speciali
dell’esercito durante la seconda guerra
mondiale, che addestrò al
combattimento a distanza ravvicinata,
mentre il padre si era rifiutato, in
quanto convinto che il karate non
dovesse essere un mezzo di offesa. |
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Il divario
tra padre e figlio si accentuò sempre
più: il primo non condivideva i
cambiamenti apportati dal secondo. Nel
1938 il maestro GICHIN aprì il
suo dojo (scuola) SHOTOKAN, e diede a
Gigo la direzione degli allenamenti; da
quegli anni fino al 1945 si formò un
nuovo stile che prese il nome del dojo
stesso e le caratteristiche tecniche
dategli dal giovane maestro (WAKA SENSEI).
Gigo morì disgraziatamente nel 1945
all’età di trentotto anni, alcuni dicono
di tubercolosi (malattia che lo
accompagnava fin dalla tenera età), in
quanto non accettava medicine americane,
altri dicono di leucemia. Tutti
concordano che fosse il più forte
karateka del secolo (definito un genio
del karate). Il rammarico per la sua
morte è enorme e la storia di questa
disciplina, con lui vivo, si sarebbe
sviluppata diversamente.
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Uno
dei migliori allievi di Gigo fu
il maestro TAIJI KASE. La
sua vita sconfina nella
leggenda, è stato sicuramente il
più forte karateka degli ultimi
cinquant’anni e il più fedele
interprete dello Shotokan
originale. Non accettò mai la
trasformazione del karate in
attività sportiva e, arrivato in
Europa nel 1967, iniziò a
insegnare il karate che gli era
stato trasmesso negli anni |
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Quaranta al
dojo Shotokan da Gigo, circondandosi di
numerosi maestri che volevano apprendere
questo stile.Nel 2001 il maestro Kase
decise di chiamare il suo metodo
KARATE SHOTOKAN RYU KASE HA, dando
quindi la sua impronta personale, molto
combattiva, al karate del maestro
Funakoshi. Nel 2004 è venuto a mancare
all’età di settantacinque anni. Gli
istruttori che lo avevano seguito nei
suoi stages continuano a diffondere i
suoi insegnamenti.
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A cura di:
M° Lorenzo
Tussardi
Vedi link:
Curriculum M° Lorenzo Tussardi
5° Dan Karate Shotokan Ryu
3° Dan Aikijujutsu
3° Dan Kobudo
3° Dan Yoseikan Budo
Vedi link:
Dojo Fudoshin
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