Higan 2006 Abano Terme
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Questo gioco impensierisce l'umanità da quattro millenni. Tetragono, apparentemente semplice ed in realtà imperscrutabile, è l'ultimo grande gioco ad informazione completa a resistere agli attacchi dei computer.

 
 

Le regole, semplicissime, contrastano con le abissali profondità alle quali ci si può trovare analizzando una partita. Tanta inaspettata complessità si rinviene tra regole minimali e materiali da gioco di apparente totale semplicità. Il gioco del Go nasce in Asia in periodi remotissimi. Le prime testimonianze archeologiche risalgono a 4000 anni fa (a quell'epoca risalgono, infatti, le pedine rinvenute in sepolture di popolazioni nomadi in Siberia), ma il gioco si diffonde in Tibet, in Cina, in Corea. Confucio e Mencio ne fanno accenni, citandolo come un gioco classico, già nel V secolo a.C.
 

 
 

  

 
 


Nel 1602 per la prima volta viene svolta in Edo presso il palazzo dello Shogun la prima della secolare serie delle “Partite del Castello”, i cui documenti sono rimasti intatti fino ad oggi. Dall'Asia il gioco si espande in Europa nel corso del XVIII secolo, appassionando un numero sempre crescente di nuovi giocatori.

 

Un mensile, il Deutsche Gozeitung, viene pubblicato a Gratz già nel 1909. Il gioco si diffonde poi negli Stati Uniti e nel resto del mondo. In Giappone la federazione nazionale (Nihon Ki-in) conta molti milioni di tesserati, numerosi tornei riservati a professionisti ed il gioco muove interessi economici maggiori di qualunque sport, con le sole eccezioni del baseball e del sumo. I giocatori più forti del mondo oggi sono Coreani, che nel corso degli ultimi anni hanno spinto lo sviluppo del gioco a livelli sorprendenti; ma un considerevole numero di forti giocatori si trova in Cina. Ancora pochi, invece, i paesi occidentali che possono contare su giocatori a livello professionale. Esiste un'abbondante letteratura specializzata. Il gioco si svolge impiegando un corredo apparentemente semplice. La scacchiera è costruita tradizionalmente in un sol blocco di legno pregiato di misura 40x45 centimetri e leggermente rettangolare per compensarne la deformazione prospettica, sulla superficie del quale è ricavato un reticolo di 19x19 linee. Lo spessore del legno necessario varia tradizionalmente da 10 a 25 centimetri circa. Per ottenere un tale spessore è necessario ricavare un unico blocco di legno da piante di 500-700 anni. Il legno impiegato, di colore chiaro e magnificamente venato da linee sottili numerose e parallele, è di varie specie, ma il legno più pregiato si ricava dalla Torreya Nucifera, in Giapponese “Kaya”. In passato erano in uso anche magnifici capolavori in lacca ed ebano riccamente istoriati, sui quali si usavano perfino impiegare pietre preziose al posto delle pedine, o pregiato avorio per le pietre bianche e giada per le nere (si noti la tendenza ad impiegare una sostanza animale ed una minerale su una scacchiera vegetale). Oggi le pedine sono ricavate da pietra nera (le pedine nere) e pregiata conchiglia bianca, peraltro sempre più scarsa. Il costo di questi materiali vede oggi prevalere l'impiego di giada sintetica (comunque non economica) e vetro (materiale pressoché perfetto per peso, limitato costo e ampia disponibilità, ma fragile) o anche plastica, inadatta e perciò spesso appesantita da inserti invisibili in metallo. Questi surrogati sono ormai di larga diffusione presso popoli che conoscono l'uso di tavoli e sedie per giocare, in contrasto con i “classici” tatami e stuoie a terra, anche a causa della scarsa reperibilità ed elevato costo di corredi tradizionali.
Le pedine vengono conservate in eleganti appositi contenitori tondeggianti di legno pregiato, detti go-ke. Anche per questi contenitori valgono le medesime considerazioni estetiche richiamate per goban (scacchiere) e pietre, fatto che ha permesso la diffusione di contenitori in legni rari e pregiatissimi, ma non ha impedito la diffusione di semplici contenitori in “profana” plastica.

Caratteristica peculiare del Go è di essere considerato un'arte marziale e di mantenerne il sistema di gradi. Un grado o livello o kyu corrisponde ad una pietra di handicap; la partita può svolgersi anche tra giocatori di gradi ed abilità molto diversi, ponendo a vantaggio del più debole un certo numero di pietre sulla scacchiera prima di iniziare la partita (handicap). La differenza di grado tra giocatori corrisponde al numero delle pietre di handicap tra loro necessarie per una partita equilibrata.
Il gioco si svolge a turno, sulla scacchiera (goban) di 361 incroci (19x19 linee), ponendovi una ed una sola pietra per volta, in corrispondenza di un qualsiasi incrocio libero. Ogni pietra, quando viene posta sul goban, ha 4 libertà o incroci direttamente adiacenti; la pietra sopravvive fino a che possiede almeno una libertà (incrocio adiacente non occupato da alcuna pietra). Le pietre, una volta giocate, non possono mai essere spostate e si possono porre ovunque sulla scacchiera, tranne in aree ove sarebbero immediatamente prive di libertà (suicidio). La pietra o il gruppo di pietre che hanno tutte le loro libertà occupate da pietre del colore avversario (completamente circondate) sono perdute e cedute all'avversario (prigionieri). Il fine del gioco è quello di circondare il maggior numero possibile di incroci (territorio) dei 361 iniziali.
 

 
     
  A cura di: Sandro Dunatov
VenetoGo Club
  
 
 
 
 


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