Higan 2006 Abano Terme
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L’interesse per i suiseki nasce in Cina circa 2000 anni fa, mentre è presente in Giappone

circa dal VI secolo a.C. Il nome deriva dall’unione delle parole “sui” – acqua e “seki” – pietra e deriva dall’uso antico di creare paesaggi in miniatura posti in bassi contenitori contenenti dell’acqua.

 
   
 


Generalmente i suiseki
che rappresentano paesaggi in estate e primavera vengono esposti usando un vassoio contenente sabbia (suiban), dando così all’insieme la sensazione di freschezza resa da un paesaggio bagnato dal mare, mentre in autunno ed inverno vengono posti su basi di

legno (daiza), costruiti in modo da adattarsi perfettamente alla forma della base della pietra ed esaltarne la bellezza.

 
 


Per essere interessante il suseiki deve possedere alcune particolari caratteristiche come il colore, che non deve essere troppo appariscente e la forma, che deve essere asimmetrica. I suiseki non possono essere modificati dall’uomo e la pietra che ha subito lavorazioni perde valore; l’unica concessione è relativa alla pulizia che, nel caso di inclusioni di calcare, può essere effettuata con una spazzola rigida. Il suiseki va lisciato con le mani, in modo da assumere nel tempo una patina lucida naturale.

 
     


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