Higan 2006 Abano Terme
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Karesansui in giapponese significa paesaggio secco. Per le sue caratteristiche estetiche assomiglia molto di più ad un dipinto che ad un giardino.
 
  Infatti, mentre il giardino occidentale è concepito come uno spazio aperto fruibile, utilizzabile per camminarci, per coltivare piante, per trascorrere momenti di relax, il karesansui è invece un giardino da meditazione.  
  Lo si osserva e contempla all’esterno del suo perimetro, solitamente solo da un lato, svuotando la mente ed al tempo stesso raccogliendo le sensazioni che la composizione essenziale comunica. Mentre un giardino normale contiene numerosi elementi di distrazione (varietà di piante con diverse forme e colori, foglie che cadono, rami mossi dal vento, animali…), di fronte ad un karesansui si trova la pace perché si assiste alla calma totale.  
 

 
  È ancora il monaco che pettina la ghiaia con uno speciale rastrello, affinché i segni che lascia possano essere interpretati in più modi; ad esempio possono rappresentare le onde del mare che vanno ad infrangersi sulla terraferma, oppure nuvole attorno al picco di una montagna.
 
 
  Mentre il monaco medita attivamente attraverso la costruzione e la manutenzione del karesansui, chi lo osserva si mette di fronte ad un quadro perfetto e lo contempla cercando di svuotare la mente da altri pensieri. Questo è infatti l’obiettivo principale della meditazione buddhista: creare il vuoto per ottenere lo spazio necessario all’Illuminazione.
 
  Il più famoso Karesansui in Giappone è quello del tempio di Ryoanji. Il monaco che l’ha costruito ha immaginato
che una tigre saltasse nel
 
  giardino e lo attraversasse. Il monaco ha posizionato le pietre “dove la tigre ha appoggiato le zampe”. Con questa metafora il monaco ha voluto indicare che le pietre non sono state posizionate seguendo un progetto o uno schema logico, bensì esattamente dove dovevano andare. Una particolarità di questo giardino, sul quale si trovano 15 pietre disposte in più gruppi, consiste nel fatto che, da qualsiasi punto del lato di osservazione si guardi il karesansui, si possono sempre e solo vedere 14 pietre. Per il monaco che l’ha costruito questo Karesansui è la rappresentazione della Verità, che ha sempre un lato nascosto.
 
  costituisce la base sulla quale vengono posizionate le pietre; rappresenta l’acqua, il mare, ma anche il Vuoto. Focalizza l’attenzione
  il karesansui è sempre delimitato da una cornice,
  sono fondamentali nella realizzazione del karesansui. Questo elemento è infatti considerato vivo:
cambia con il passare del tempo, ma allo stesso tempo comunica forza e stabilità. Devono avere un aspetto naturale, non lavorate o tagliate dall’uomo e nemmeno levigate dall’acqua. Visto che le pietre rappresentano le montagne nel karesansui, devono dare la sensazione di essere sempre state in quella posizione, quasi si
fosse costruito il
giardino attorno ad
esse, ed i colori non devono essere omogenei.
  dell’osservatore sulle pietre ed al tempo stesso permette alla fantasia di interpretare la composizione secondo la propria visione personale. È
un insieme di bianchi
e neri, perché nella cultura orientale non esiste la perfezione e quindi non esistono gli estremi (solo bianco, solo nero), bensì una compenetrazione di elementi.
  costruita con materiali diversi (pietre, lastre, ciottoli etc.) che ha come scopo quello di definire lo spazio entro il quale verrà costruito il giardino ed è parte integrante dello stesso.
       


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