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Higan
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Karesansui
in giapponese
significa
paesaggio secco.
Per le sue
caratteristiche
estetiche
assomiglia molto
di più ad un
dipinto che ad
un giardino. |
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Infatti, mentre
il giardino
occidentale è
concepito come
uno spazio
aperto fruibile,
utilizzabile per
camminarci, per
coltivare
piante,
per trascorrere
momenti
di
relax,
il karesansui è
invece un
giardino da meditazione. |
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Lo si osserva e
contempla
all’esterno del
suo perimetro,
solitamente solo
da un lato,
svuotando la
mente ed al
tempo stesso
raccogliendo le
sensazioni che
la composizione
essenziale
comunica. Mentre
un giardino
normale contiene
numerosi
elementi di
distrazione
(varietà di
piante con
diverse forme e
colori, foglie
che cadono, rami
mossi dal vento,
animali…), di
fronte ad un
karesansui si
trova la pace
perché si
assiste alla
calma totale. |
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È ancora il
monaco che
pettina la
ghiaia con uno
speciale
rastrello,
affinché i segni
che lascia
possano essere
interpretati in
più modi; ad
esempio possono
rappresentare le
onde del mare
che vanno ad
infrangersi
sulla
terraferma,
oppure nuvole
attorno al picco
di una montagna.
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Mentre il monaco
medita
attivamente
attraverso la
costruzione e la
manutenzione del
karesansui, chi
lo osserva si
mette di fronte
ad un quadro
perfetto e lo
contempla
cercando di
svuotare la
mente da altri
pensieri. Questo
è infatti
l’obiettivo
principale della
meditazione
buddhista:
creare il vuoto
per ottenere lo
spazio
necessario
all’Illuminazione.
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Il più famoso
Karesansui in
Giappone è
quello del
tempio di
Ryoanji.
Il monaco che
l’ha costruito
ha immaginato
che una tigre
saltasse nel
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giardino e lo
attraversasse.
Il monaco ha
posizionato le
pietre “dove la
tigre ha
appoggiato le
zampe”. Con
questa metafora
il monaco ha
voluto indicare
che le pietre
non sono state
posizionate
seguendo un
progetto o uno
schema logico,
bensì
esattamente dove
dovevano andare.
Una
particolarità di
questo giardino,
sul quale si
trovano 15
pietre disposte
in più gruppi,
consiste nel
fatto che, da
qualsiasi punto
del lato di
osservazione si
guardi il
karesansui, si
possono sempre e
solo vedere 14
pietre. Per il
monaco che l’ha
costruito questo
Karesansui è la
rappresentazione
della Verità,
che ha sempre un
lato nascosto.
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costituisce la base sulla quale vengono posizionate le pietre; rappresenta l’acqua, il mare, ma anche il Vuoto. Focalizza l’attenzione |
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il karesansui è sempre delimitato da una cornice, |
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sono fondamentali nella realizzazione del karesansui. Questo elemento è infatti considerato vivo:
cambia con il passare del tempo, ma allo stesso tempo comunica forza e stabilità. Devono avere un aspetto naturale, non lavorate o tagliate dall’uomo e nemmeno levigate dall’acqua. Visto che le pietre rappresentano le montagne nel karesansui, devono dare la sensazione di essere sempre state in quella posizione, quasi si
fosse costruito il
giardino attorno ad
esse, ed i colori non devono essere omogenei. |
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dell’osservatore sulle pietre ed al tempo stesso permette alla fantasia di interpretare la composizione secondo la propria visione personale. È
un insieme di bianchi
e neri, perché nella cultura orientale non esiste la perfezione e quindi non esistono gli estremi (solo bianco, solo nero), bensì una compenetrazione di elementi. |
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costruita con materiali diversi (pietre, lastre, ciottoli etc.) che ha come scopo quello di definire lo spazio entro il quale verrà costruito il giardino ed è parte integrante dello stesso. |
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