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Higan
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tipologie dietetiche… quello che
possiamo fare è un’analisi delle
principali differenze dei nutrienti
dell’alimentazione “sana” di un tipo e
dell’altra. |
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Il problema
di un’alimentazione così strutturata,
parliamo di quella reale e non di quella
ideale, è che i carboidrati raffinati
non apportano le stesse proprietà
nutritive rispetto ai carboidrati
“integrali” usati nella cucina
orientale. Un’altra differenza è
sicuramente il consumo di pesce molto
maggiore, soprattutto nei paesi come il
Giappone, che hanno una grande linea
costiera. Notoriamente il pesce non di
allevamento è meno ricco di grassi ed in
particolare il pesce azzurro è
ricco di acidi grassi omega tre e
omega sei, ormai da anni noti per
essere un fattore protettivo nei
confronti del rischio di malattie
cardiovascolari. |
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Un’altra
grande differenza tra l’alimentazione
occidentale e quella orientale è la
presenza in quest’ultima di un alimento
storicamente assente (tranne mode
orientaleggianti recenti) nella nostra
cultura del cibo: la soia,
alimento dalle molteplici
caratteristiche, molto importante per il
nostro fisico. Anche se sembra
improbabile poter importare abitudini
alimentari così distanti da noi e così
poco radicate nella nostra cultura, è
possibile però mediare in maniera
intelligente, cercando di utilizzare una
cucina universale sana (la cucina
orientale, ricordiamoci, non è quella
dei ristoranti cinesi, modificata ad uso
e consumo di noi occidentali), ad
esempio integrando l’utilizzo della
soia sotto forma di formaggio (tofu)
o di latte per chi è intollerante al
latte vaccino, oppure aumentando l’uso
di verdure bollite all’orientale
e di riso integrale, oppure
ancora incrementando l’uso di pesce al
posto della carne (se quello crudo non
ci è palatabilmente gradito è possibile
usare quello bollito al vapore, che
mantiene conservate gran parte delle sue
caratteristiche nutrizionali). Possiamo
integrare tutto questo con i fattori
positivi della nostra alimentazione come
il largo uso di frutta, l’uso
dell’olio extravergine d’oliva e
di carni magre come pollo e
coniglio… Quindi la contaminazione
culturale è benvenuta senza dimenticare
però che ad un italiano togliere la
pasta è un delitto di “leso palato”!
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A
cura di:
Dr. Antonio Paoli
Facoltà di Medicina,
Dipartimento di Anatomia
e Fisiologia Umana,
dell’Università di
Padova
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