Higan 2006 Abano Terme
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Negli ultimi anni l’alimentazione orientale ha affascinato molto l’occidente. Gli aspetti che hanno conquistato di più sono stati i rituali dell’alimentazione, la raffinatezza dei cibi e soprattutto i loro effetti sulla salute. Vediamo quali alimenti e quali sostanze caratteristiche dell’alimentazione orientale hanno degli effetti benefici sulla salute.


 
 

Questi composti non possono essere sintetizzati dall’organismo, per questo motivo si devono ottenere tramite l’alimentazione con gli alimenti.
Gli omega-3 si trovano esclusivamente nei pesci e in alcune microalghe. Essi hanno molti effetti benefici a partire dalla prevenzione delle malattie cardiovascolari, che sono oggi una delle cause di morte più frequenti. Nota molto importante è che i trigliceridi e il colesterolo in eccesso nel sangue possono essere controllati dagli acidi grassi omega-3 a catena lunga. Questo è stato ampiamente documentato da molti studi. Il consumo di omega-3 influenza anche la composizione totale delle lipoproteine, in specifico collabora ad elevare il colesterolo "buono" (HDL). L'assunzione di omega-3 di pesce ha dimostrato un moderato effetto ipotensivo in particolare nei soggetti più anziani ed ipertesi. E’ risaputo che anche riduzioni della pressione sanguigna relativamente piccole possono ridurre in modo significativo il rischio di un attacco cardiaco e di un evento a carico alle coronarie. Studi relativi a pazienti che soffrono di patologie cardiovascolari, infarto del miocardio, aritmie, hanno dimostrato una riduzione della mortalità dal 20 al 45% in adulti facenti uso di omega-3.E' il caso del Giappone, dove il consumo di pesce è pari a 36 chilogrammi all'anno a testa, cioè quasi cinque volte superiore a quello italiano. Per inciso, in Giappone la minore mortalità per coronaropatia si registra nell'isola di Okinawa, dove il consumo di pesce è il doppio della media nazionale.

 
 

Il te’ verde è caratteristico della Cina e del Giappone. Il principio attivo del tè verde è costituito da un polifenolo anch'esso dotato di proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti, per essere precisi una delle 6 catechine contenute nel tè verde, l'epigallocatechina-3-gallato o EGCG.

 
 

Questa sostanza sembra essere dotata anche di proprietà antitumorali, essendo in grado di rallentare o di bloccare la trasformazione delle cellule sane in tumori, la loro crescita, la loro diffusione e lo sviluppo dei vasi sanguigni che nutrono la massa tumorale. Studi più recenti hanno poi evidenziato un potente effetto dell'EGCG contro l'invecchiamento cerebrale; si è dimostrato che, in un modello sperimentale di malattia di Alzheimer, l'EGCG è in grado di prevenire la formazione delle placche amiloidee e di

 
 

proteggere i neuroni dalla morte cellulare.
Il curry:
è caratteristico dell’India ed è la spezia utilizzata per insaporire il riso, le carni e le verdure.
Il principio attivo del curry è la curcumina, anch’esso un polifenolo dal colore giallo, è usato da millenni come spezia e come rimedio tradizionale in India. A livello scientifico, sono note da anni le sue proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti.

 
 

Recentemente la curcumina ha ricevuto una considerevole attenzione da parte dei ricercatori anche per le sue proprietà antineoplastiche. Considerando vari studi sono state evidenziate le capacità neuroprotettive della curcumina in vari modelli sperimentali di morte neuronale, inclusa l'apoptosi (vale a dire la morte programmata) indotta da beta-amiloide. E’ risaputo da tempo l’importanza di una sana alimentazione per una sana vita, è perfetta in questo caso la locuzione latina Mens sana in corpore sano. Infatti numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato una correlazione diretta tra la tipologia e la severità di alcune malattie e l'abitudine a consumare determinati cibi.
La prevenzione come sempre gioca un ruolo fondamentale; ad esempio il 30% delle malattie cardiovascolari, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe essere evitato semplicemente grazie ad un corretto regime alimentare.

 
     
  A cura di: Dr. Antonio Paoli
Facoltà di Medicina, Dipartimento di Anatomia e Fisiologia Umana,
dell’Università di Padova
Dott. Davide Ippolito
  
 
 
 
 


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